Cosa facciamo» Tanzania» UNA NUOVA PEDIATRIA PER L'OSPEDALE DI MIKUMITanzaniaUNA NUOVA PEDIATRIA PER L'OSPEDALE DI MIKUMIProgetto in breve2011 - Grazie ad un accordo con l'ONG padovana Medici con L'Africa Cuamm, abbiamo deciso di sostenere un importantissimo progetto per il rafforzamento del reparto di pediatria dell'ospedale St. Kizito di Mikumi, in Tanzania. Il progetto, iniziato a febbraio del 2011, migliorerà la salute materna e contribuirà a ridurre il tasso di mortalità infantile che in Africa è terribilmente alto (in questo paese ogni anno muoiono 4,5 milioni di bambini sotto i 5 anni e 265 mila madri). Nato 20 anni fa come dispensario ad opera di missionari cattolici, il St. Kizito è diventato ospedale riconosciuto dal Ministero della Sanità nel gennaio del 2008. L'ospedale serve un bacino d'utenza di circa 115.000 persone e tra le molteplici attività che il progetto include, c'è l'acquisto di kit nutrizionali, attrezzature mancanti, farmaci e un autoveicolo 4x4 che servirà come ambulanza per raggiungere tutta l'area coinvolta.
Descrizione del progettoIl medico che sta seguendo il progetto ci ha inviato recentemente (aprile 2011) una lettera per illustrare la prima fase del rafforzamento e le sue parole fanno capire quali sono le difficoltà, ma anche gli obiettivi e le speranze (riportiamo un breve estratto della lettera):
"Carissimi tutti, un momento di relativa tranquillità dal lavoro mi offre l'opportunità di mandarvi un aggiornamento sulle attività presso l'ospedale. Dal 1° febbraio di quest'anno, con l'inizio del progetto di "rafforzamento della gestione presso l'ospedale St. Kizito di Mikumi", il nostro intervento si è maggiormente strutturato. All'interno di questa strategia complessiva si inserisce anche l'intervento a sostegno del reparto di pediatria che voi state generosamente appoggiando. Nel reparto di pediatria ci sono in media 30 bambini da visitare ogni giorno; quasi tutti hanno meno di 5 anni e soffrono di malattie infettive come la malaria, la polmonite e la gastroenterite; molti sono anche i casi di AIDS e parecchi sono i bambini malnutriti. Purtroppo ho potuto constatare di persona la diffusione dell'AIDS, che avevo visto iniziare come epidemia anni fa in Uganda: molte donne sono affette da questa infezione ed anche i loro bambini. A partire dal mese di aprile è arrivato a Mikumi un ginecologo italiano con lunga esperienze in Africa. Sta facendo un ottimo lavoro di riorganizzazione del reparto maternità: ha introdotto una serie di protocolli di cura, come ad esempio quello per il taglio cesareo, l'eclampsia e la cura dei neonati. A breve il Ministero della Sanità dovrebbe inviare a Mikumi anche due ostetriche, come segnale di apprezzamento per il lavoro che, anche grazie a Medici con l'Africa Cuamm, si sta facendo in ospedale. l'ospitalità degli africani è nota, ma devo dire che i tanzani sono profondamente portati all'accoglienza: questo forse è anche il risultato di una politica interna intrapresa fin dall'indipendenza del paese e volta all'eliminazione dei conflitti tribali e delle disuguaglianze tra le aree geografiche. Rinnovando il ringraziamento per la fiducia che avete accordato a Medici con l'Africa Cuamm e alle nostre persone vi saluto calorosamente". Stefano Vicentini – Capo progetto di Medici con L'africa Cuamm presso l'ospedale di Mikumi.
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